IL PROGETTO

 

“Ciò che non si vede” nasce dalla collaborazione con LIFC Toscana e dal tentativo di raccontare attraverso il ritratto alcuni aspetti della vita con la fibrosi cistica che spesso rimangono fuori dallo sguardo.

Terapie quotidiane, difficoltà respiratorie, fragilità, distanza, famiglia, trasformazioni del corpo e conseguenze della malattia diventano il punto di partenza di dodici immagini, una per ogni mese dell’anno.

Le persone ritratte sono reali.

La fotografia costituisce l’origine di ogni lavoro; l’intelligenza artificiale interviene successivamente come strumento espressivo, permettendo di introdurre nell’immagine elementi simbolici e visivi capaci di raccontare ciò che l’obiettivo, da solo, non potrebbe mostrare.

Il progetto non cerca di descrivere clinicamente la fibrosi cistica.

Cerca piuttosto di costruire una rappresentazione dell’esperienza: cio che significa convivere con qualcosa che può condizionare profondamente

il corpo e la quotidianità senza essere necessariamente visibili agli altri.

LE IMMAGINI

 

Per l’esposizione le fotografia assumono anche una dimensione fisica: stampe Fine Art dal formato ispirato alla Polaroid, con un ampio margine bianco sul quale una breve annotazione manoscritta accompagna ogni immagine.

Non una didascalia.

Non una spiegazione.

Una traccia lasciata accanto a ciò che normalmente non vediamo

In anteprima al LuBeC 2026

Le immagini verranno presentate in anteprima alla XXII edizione del LuBeC, insieme a LIFC Toscana, come parte del progetto del Calendario LIFC Toscana 2027.

14–15 ottobre 2026 · Real Collegio di Lucca



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⌖ REAL COLLEGIO · MAPPA

Progetto e fotografia: Riccardo Mongiu

Realizzato per: LIFC Toscana – Calendario 2027

Tecnica: Fotografia digitale ed laborazione con Intelligenza articificiale generativa.

Prima presentazione: LuBeC 2026 – Lucca, 14-15 Ottobre 2026

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